Avevo la mania per le cose perfette: dare un ordine al cosmo, lucidare le scarpe, ripassare a memoria le canzoni più belle per metterle in fila, per catalogarle.
Ma in cuor mio lo sapevo che sprecavo del tempo e nei momenti più soli distruggevo bicchieri; le formiche una ad una prendevano fuoco: quel delirio arancione mi donava piacere. Nascondevo me stessa che cercavo il disastro: uccidere un cane e vederlo morire. Ho pensato a fondo ed ora sono diversa: accetto me stessa e quel che destabilizzo.
Combattere per l'incertezza;
questo ci resta.

Vecchi viaggi.

Quanto vorrei un tempo così, adesso. 


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